Faggi e Tamon

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Località di partenza: via Mauri fraz. Crevenna, Erba (CO)
Dislivello salita totale: 1219m
Tempo di percorrenza complessivo: 3,5-4,5 ore
Quota massima raggiunta: 1158m
Distanza percorsa: 24km
Valutazione:

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Impegno fisico:
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Punti di appoggio: capanna Mara
Presenza di acqua: no
Riassunto itinerario: Crevenna > strada delle cascine > salita dello zoccolo > Alpe del Viceré > Baita Patrizi> bocchetta di Molina > sentiero dei Faggi > bocchetta di Lemma > Capanna Mara > discesa Tamon > Caslino d’Erba > Traverso Caslino-San Salvatore > Eremo San Salvatore > Campiron > valle Bova > Crevenna

Itinerario ad anello che necessita di una passione masochista per le salite e le discese tecniche. Alterna tratti flow a tratti quasi trialistici. Da non fare dopo recenti piogge o con la neve.

Lasciata l’auto al parcheggio in via A. Mauri, ad Erba (una dozzina di posti auto), si pedala in direzione ovest finché la strada asfaltata non finisce ed inizia una strada sterrata pianeggiante. Dopo poche centinaia di metri si svolta bruscamente a destra in via Buco del Piombo e si seguono le indicazioni per il Buco del Piombo e la trattoria Alpina.

Si segue la strada che sale e che, da asfaltata diventa una gippabile sterrata, con tratti particolarmente ripidi e, se bagnati, scivolosi.

La salita è conosciuta come “Zoccolo” e porta fino all’Alpe del Viceré a circa 900m. Appena sbucati sull’asfalto, con alle spalle la grande H per l’atterraggio degli elicotteri, si prende il largo sentiero che entra nel bosco dall’altra parte della strada e si segue fino ad incontrare dei cartelli che indicano, sulla sinistra, la direzione per la Baita Patrizi.

Seguiamo l’itinerario, tutto ciclabile, fino all’ex rifugio, chiuso da anni, e proseguiamo in direzione bocchetta di Molina. Il tratto di salita che ci aspetta ci farà dannare un po’ e solo i più bravi sapranno rimanere in sella tutto il tempo, gli altri faranno qualche tratto bici a spinta.

Arrivati alla bocchetta di Molina si vede, verso nord, il lago di Como. Si prosegue sulla spalla in direzione monte Bolettone e si rimane sulla faccia nord del Bolettone, pedalando lungo lo splendido sentiero dei Faggi e percorrendo un tratto della famosa Dorsale del Triangiolo Lariano.

Usciti dal sentiero dei faggi si raggiunge la bocchetta di Lemma. Si pedala la ripida rampa sulla destra e, in cima, si scende a sinistra fino a raggiungere la Capanna Mara.

Pedaliamo fino al pennone della bandiera e proseguiamo verso il monte Puscio, prima in piano, poi in discesa su un sentiero disseminato di lastre di pietra. In fondo alla discesa non proseguiamo verso il monte Puscio, ma svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni per Caslino – Alpe Prina.

Inizia un sentiero in discesa davvero tecnico, dove alcuni passaggi sono da fare a piedi ma che dà grandi soddisfazioni agli amanti del genere. La parte bassa cambia volto improvvisamente e diventa un sentiero scorrevole. Si segue l’indicazione per Caslino d’Erba paese e si sbuca dietro ad alcune case in via Quinto Alpini.

Si segue la via alta che prosegue pianeggiante o in leggera salita verso Erba. In fondo alla strada seguiamo le indicazioni bianco-rosse del cai lungo una strada sterrata che diventa sentiero. Questa sezione dell’itinerario alterna tratti da fare a piedi e tratti da fare in sella, l’unica consolazione è che si resta fuori dal traffico stradale e sempre immersi nel verde. Si raggiunge così la strada a tornanti che porta fino all’Eremo San Salvatore e che noi seguiamo in salita.

Dal parcheggio antistante l’Eremo prendiamo il sentiero che attraversa il Campiron, il grande prato che si apre nella valle. Lasciamo correre la bici fino al collegamento con una strada piena di bocce di pietra che va in discesa verso l’uscita dalla valle Bove. Arrivati all’asfalto prendiamo a destra e si torna alla macchina.

About the author

Va in montagna da sempre ma dagli anni del liceo, e poi dell'università, la scimmia ha cominciato a farsi sentire sempre più forte. All'inizio solo in mountain bike mentre adesso potrebbe essere definito un poli-atleta.
Ha una passione masochista per le uscite avventurose che prevedono enormi dislivelli e distanze esagerate. Dal 2020 è diventato un cyborg a causa di un infortunio sul longboard.

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