Giro completo del Resegone

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Località di partenza: parcheggio Lecco Bione
Dislivello salita totale: 2900 m
Tempo di percorrenza complessivo: 5:30 ore
Quota massima raggiunta: Passo Culmine di San Pietro 1258m, Passo Valcava 1340m
Distanza percorsa: 100 km
Valutazione:

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Impegno fisico:
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Punti di appoggio: ristoranti e bar lungo il percorso
Presenza di acqua: fontanelle nel paesi della Valsassina e Val Taleggio. No acqua dopo Sant’Omobono Terme fino a Calolziocorte.
Riassunto itinerario: Lecco > Ballabio > Moggio > Culmine San Pietro > Vedeseta > Berbenno > Sant’Omobono Terme > Valsecca > Costa Valle Imagna > Passo di Valcava > Calolziocorte > Lecco

Sono abbastanza allenato e decido di mettermi alla prova, anche se con una bici da gravel e non una vera e propria bici da corsa, affrontando un bell’anello attorno al monte Resegone, attraverso la Valsassina e la Val Taleggio e superando due passi famosi nella zona: il passo Culmine di San Pietro e il passo di Valcava.

Lasciata l’auto nel grande parcheggio del Bione (Lecco), inizio a pedalare seguendo le indicazioni per raggiungere la Valsassina tramite la SP62. Sono fresco e la prima salita della giornata di poco più di 5km e 400m di dislivello, che da Lecco porta fino a Ballabio, scorre tranquilla.

Arrivato a Ballabio seguo la strada che si inoltra nella Valsassina fino ad arrivare al Colle di Balisio dove, alla rotonda dopo il famoso Alva Market, svolto a destra in salita, direzione Moggio, dove c’è la funivia che porta ai Piani di Artavaggio, che superiamo scendendo fino al tornate del Vallone. Da qui comincia la salita alla Culmine di San Pietro (1300 m), un passo che divide la Valsassina e la Val Taleggio.
La salita non è mai troppo dura ed è facile incontrare motociclisti che la percorrono godendosi le curve e i tornanti fino alla Culmine di San Pietro e poi si fermano a rifocillarsi all’omonimo ristorante.

Dal passo inizia la discesa verso la Val Taleggio. La strada cambia completamente. Ci si ritrova immersi nel bosco lungo una strada decisamente stretta e con numerose buche. La pendenza in discesa in alcuni punti è notevole (infatti vedo ciclisti percorrerla nel senso opposto al mio, soffrendo su pendenze fino a 9,5%).
Devo tenere a bada la bici perché verrebbe voglia di lasciare andare i freni ma gli stretti tornanti e le condizioni dell’asfalto non sono da sottovalutare.

Superato il paese di Vedeseta (BG), bisogna fare attenzione a non proseguire sulla strada principale, ma prendere la SP24 verso Taleggio.

La strada diventa magnifica, studiata apposta per i ciclisti, con cartelli informativi riguardo i chilometri e le pendenze che affronterò.

Raggiungo Berbenno (BG), in Valle Imagna, dove riempio la borraccia alla fontanella vicino alla chiesa di Sant’Antonio Abate e mangio uno spuntino.

La strada prosegue in discesa fino alla cittadina di Sant’Omobono Terme e poi, percorsa la valle verso nord, si prosegue seguendo le indicazioni per Valsecca e Valcava.
Inizia la salita più impegnativa del giro, le gambe hanno già accumulato oltre 60km e tanto dislivello, inoltre è quasi mezzogiorno e mi è rimasta solo mezza borraccia d’acqua.

Stringo i denti e, accaldato e disidratato, raggiungo il Passo di Valcava dove, nei weekend, è presente un chioschetto che rifocilla i ciclisti e i motociclisti che percorrono questa strada.

Ora è tempo di scendere. Lascio correre la bici, spingendola a tutta velocità e facendo staccate ai tornanti che fanno fischiare i freni a disco e in 25 minuti sono a Calolziocorte (Lc) sulle sponde lago di Olginate.
Decido di rilassarmi, lascio la strada e prendo la ciclabile che costeggia il lago e la seguo in direzione nord fino al parcheggio del Bione da cui sono partito.

About the author

Va in montagna da sempre ma dagli anni del liceo, e poi dell'università, la scimmia ha cominciato a farsi sentire sempre più forte. All'inizio solo in mountain bike mentre adesso potrebbe essere definito un poli-atleta.
Ha una passione masochista per le uscite avventurose che prevedono enormi dislivelli e distanze esagerate. Dal 2020 è diventato un cyborg a causa di un infortunio sul longboard.

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