1000 metri di solitudine

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Località di partenza: via Moregallo, Moregge (215 m)
Dislivello salita totale: 1100 m
Tempo di percorrenza salita/complessivo 2 ore / 3.5 ore
Quota massima raggiunta: 1276m, vetta monte Moregallo
Distanza percorsa: 11 km
Attrezzatura: normale da escursionismo
Valutazione:

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Impegno fisico:
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Punti di appoggio: nessuno
Presenza di acqua: no
Riassunto itinerario: via Moregallo > Sentiero 50° OSA > Braga di Moregallo > monte Moregallo > Sentiero 50° OSA > via Moregallo

A questo itinerario abbiamo dato il nome esplicativo di “1000 metri di solitudine” perché, statene certi, partendo dalla riva del lago fino alla cresta che porta alla cima del monte Moregallo non troverete anima viva.

È un sentiero ripido e selvaggio che porta dal lago alla vetta in circa due ore di salita senza tregua. Da fare nel giusto periodo dell’anno e da evitare in caso di neve o piogge recenti. A causa dell’assenza di acqua sul percorso (c’è una fontanella segnata sulle mappe dalla quale, però, non esce acqua) sconsiglio di percorrerlo in piena estate.

La ricompensa nel percorrere questo sentiero? Scorci mozzafiato a picco sul lago e la sicurezza di godersi un po’ di sana solitudine.

Provenendo da Lecco e Valmadrera, appena superata la galleria Parè, uscire a destra per “Moregallo” e seguire la strada a fondo chiuso fino ad intravedere sulla sinistra una palina segnaletica che indica l’inizio del sentiero. Parcheggiare in uno degli slarghi che si incontrano lungo la strada.

Il sentiero è uno solo ma bisogna fare attenzione a seguire i bolli presenti sugli alberi e sulle rocce (di colore rosso e bianco oppure tre pallini di colore rosso, bianco e giallo) che a volte sfuggono alla vista.
Si passa sopra la cava e ci si alza velocemente di quota, con la severa parete nord del Moregallo che ci guarda.

Quando non si è concentrati a non scivolare sull’erba secca che invade la parte bassa del sentiero, ad ogni alzata di sguardo sul lago si gode di un panorama di rara bellezza con le Grigne verso est e i paesi di Abbadia Lariana e Mandello del Lario che si protendono sul lago.
Lungo questo primo tratto di salita non è raro incrociare dei mufloni, poco abituati al passaggio di umani.

Raggiunto il cartello Braga di Moregallo (998 m), il sentiero si biforca. Si può scegliere indistintamente se seguire la via di destra o quella di sinistra perché entrambe si ricongiungeranno poco sopra. Noi siamo saliti dal sentiero denominato “Escursionisti esperti” (a sinistra, faccia a monte) e siamo scesi, al nostro ritorno, dall’altro.

Il sentiero diventa meno esposto ed entra nel bosco, si passa da una “casota”, un caratteristico riparo utilizzato da pastori come ricovero per la notte. Poco più avanti passiamo una costruzione di cui restano solo le quattro mura perimetrali e sul cui stipite leggiamo la data di costruzione: 1865!

Risalendo a zig-zag il sentiero che procede in un largo canale, facciamo attenzione a svoltare a sinistra dopo essere passati sotto i rami di un grosso albero caduto, dove non vediamo più indicazioni di fronte a noi. Il sentiero rimane più alto e sembra quasi ci faccia tornare indietro, ma è solo per pochi metri, dopodiché procederemo in direzione sud fino ad incrociare il sentiero (più battuto e famoso) che sale dalla Bocchetta di Sambrosera e che raggiunge, in pochi minuti, la cima del Monte Moregallo (1267m).

La discesa avviene per medesimo itinerario perché non c’è modo di creare un percorso ad anello, se non quello di scendere a Valmadrera e percorrere la galleria Parè a piedi.

About the author

Va in montagna da sempre ma dagli anni del liceo, e poi dell'università, la scimmia ha cominciato a farsi sentire sempre più forte. All'inizio solo in mountain bike mentre adesso potrebbe essere definito un poli-atleta.
Ha una passione masochista per le uscite avventurose che prevedono enormi dislivelli e distanze esagerate. Dal 2020 è diventato un cyborg a causa di un infortunio sul longboard.

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