Anello ferrata Bethaz-Bouvard

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Località di partenza: capoluogo Valgrisenche (1720 m)
Dislivello salita totale: 1480m
Tempo di percorrenza salita/complessivo 5 ore / 8 ore
Quota massima raggiunta: 2940m
Distanza percorsa: 19,8 km
Attrezzatura: kit da ferrata
Valutazione:

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Impegno fisico:
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Punti di appoggio: rifugio degli Angeli
Presenza di acqua: no
Riassunto itinerario: Valgrisenche > via ferrata Bethaz-Bouvard > becca dell’Aouille > rifugio degli Angeli al Morion > sentiero 16 > Arp Vieille > via Alpina sentiero 17 > Valgrisenche

Lasciata l’auto in uno dei parcheggi del paese di Valgrisenche, saliamo lungo la strada asfaltata che porta al magazzino delle fontine. Sulla sinistra dell’ingresso (faccia a monte), si vede subito la ferrata Bethaz-Bouvard e primi gradini metallici.

Questa ferrata è parecchio lunga e ha un dislivello di ben 1000m verticali, divisi in quattro settori e con tre vie di fuga. Dal cartello presente all’attacco della ferrata leggiamo le caratteristiche:

  • Dislivello: 1000 mt
  • Lunghezza: 1350 mt
  • Scalini: 1850
  • Difficoltà: D
  • Tempo di salita: 4h
  • Tempo di discesa: 2 / 2.30 h (dal sentiero 18, noi proseguiremo in salita ndr)
  • Periodo consigliato: Giugno-Ottobre

Insomma, non è da prendere sottogamba e bisogna assicurarsi che rimarrà il bel tempo per tutta la giornata. Quello che colpisce sono il numero di scalini, ed infatti questa ferrata si presenta come le classiche ferrate “alla francese”, verticali su placche dove si procede come se si fosse su una lunga scala verticale.

Il primo blocco sale verticale su placconata di roccia scura. Si prende quota con bel panorama sul paese sottostante. Alla fine della prima sezione si segue in salita il sentiero 17 fino ad incontrare la partenza del secondo settore. Si continua a salire su gradini metallici fino ad una balconata. Tra il secondo e il terzo settore si cammina parecchio verso destra, su sentiero non sempre agevole che passa tra rocce e pini mughi. Al termine del terzo settore c’è l’ultima via di fuga, e il quarto settore corrisponde ad una bella cresta aerea (tratto più alpinistico, che si distingue dai primi tre settori) e porta in cima alla Becca d’Aouille (2682m), mille metri più su da dove siamo partiti e dove c’è un grande ripetitore.

Da qui si potrebbe scendere subito seguendo il sentiero 18 in discesa, ma noi vogliamo fare un bell’anello lungo e quindi, tolto l’imbrago e l’attrezzatura da ferrata, scendiamo nel vallone dove c’è una bella pietraia (vediamo tre stambecchi) e risaliamo, seguendo i bolli gialli, in direzione del Rifugio degli Angeli al Morion lungo il sentiero 18, in salita.

Camminiamo con il ghiacciaio del Morion in alto, alla nostra destra, sovrastato della Testa del Rutor. Superati alcuni laghetti alpini vediamo il rifugio degli Angeli, che raggiungiamo in breve. Il rifugio è gestito dal Mato Grosso ed offrono un tè caldo (che chiamano “il tè dell’accoglienza”) a chiunque raggiunga il rifugio, noi l’abbiamo apprezzato moltissimo!

Da dietro il rifugio si salgono pochi metri fino al colletto e poi si scende seguendo una lunga serie di tornanti percorrendo il sentiero numero 16, scendendo il vallone dell’Arp Vieille.

Poco prima di giungere all’alpeggio di Arp Vieille imbocchiamo il sentiero numero 17, in salita per poche centinaia di metri e iniziamo a camminare lungo la via militare alpina. A questo punto inizia la lunga discesa finale su bella strada militare prima e su sentiero nel bosco poi, che ci riporta verso Valgrisenche. Incrociamo anche la ferrata che abbiamo percorso ormai molte ore prima e scendiamo passando sotto diverse falesie fino al paese di Valgrisenche capoluogo e alla partenza.

About the author

Va in montagna da sempre ma dagli anni del liceo, e poi dell'università, la scimmia ha cominciato a farsi sentire sempre più forte. All'inizio solo in mountain bike mentre adesso potrebbe essere definito un poli-atleta.
Ha una passione masochista per le uscite avventurose che prevedono enormi dislivelli e distanze esagerate. Dal 2020 è diventato un cyborg a causa di un infortunio sul longboard.

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