Anello Val d’Ambria – Val Venina

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Località di partenza: fraz. Ambria, Piateda SO (1325 m)
Dislivello salita totale: 1150 m
Tempo di percorrenza salita/complessivo 4 ore/ 7 ore
Quota massima raggiunta: 2360 m, passo di Brandà
Distanza percorsa: 24 km
Attrezzatura: normale da escursionismo + ramponcini (o ramponi a seconda del periodo)
Valutazione:

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Impegno fisico:
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Punti di appoggio: paese di Ambria
Presenza di acqua: si, ruscelli nella parte alta della valle
Riassunto itinerario: Ambria > lago di Zoppello > passo di Brandà > lago Venina > Ambria

Con questa escursione ci si può immergere nelle Orobie Valtellinesi, tra valli meno conosciute e paesaggi incantevoli. Dalla SS36 si prosegue lungo la SS38: procedendo sulla statale si troveranno le indicazioni per Piateda. Si giunge al centro del paese, dove al Municipio o nel bar antistante, è possibile acquistare un pass per proseguire lungo la strada verso il punto di partenza (5€ al momento della nostra gita n.d.r.). Si giunge quindi a Piateda Alta, qui un tornante sulla destra ci porta a inoltrarci lungo la Val Venina, fino a giungere a una centrale Edison. Da qui in poi la strada alterna tratti di cemento a tratti sterrati dove prestare maggiore attenzione.

I ricci sportivi giungono così nel piccolo paesino di Ambria, a 1325 m, un centro rurale che ha visto il passaggio anche di Leonardo da Vinci. Si può lasciare l’auto in un parcheggio appena prima del ponticello che entra in paese. Dopo aver calzato gli scarponi ed aver allungato i bastoncini, i ricci sportivi si addentrano nel paesino, passando in silenzio tra le mura ancora addormentate del primo mattino. Il sole non è ancora giunto e una lieve brezza gelida ammanta l’aria. Giunti al centro di Ambria si seguono le indicazioni verso il lago di Zoppello.

Ci si addentra lungo una mulattiera dissestata (a causa dello scioglimento della neve invernale che trascina detriti a valle) che segue il corso del fiume verso il fondo valle. Il percorso è segnalato con segni bianco-rossi del CAI. Si procede alternando tratti di leggera salita e falso piano. La pace regna sovrana nelle prime ore della giornata. Gradualmente il sole fa capolino dalle cime delle montagne, riscaldando l’aria. In poco tempo si giunge a un pianoro dove in tarda primavera è possibile ammirare il lago di Zoppello, che “sparisce” sia nel freddo inverno sotto una coltra di neve che nella calda estate per evaporazione. E’ un piccolo specchio d’acqua che riflette l’anfiteatro di cime presenti alle sue spalle. Mentre si procede verso il fondo valle, va in scena lo spettacolo della natura.

Giunti al termine della valle, si prosegue verso destra, con tornanti che si fanno via via più ripidi. L’obiettivo è ora quello di raggiungere il passo di Brandà: via di collegamento fra le due valli. In tarda primavera è possibile incontrare ancora diversi nevai, per i quali è opportuno essere adeguatamente equipaggiati. Si seguono ora i segnavia indicanti la GVO (Gran Via delle Orobie), anche se occorre a volte aguzzare la vista per scovarli tra pietre e nevai.

Procedendo lungo una salita più decisa, si raggiunge la quota massima di questa escursione: il passo di Brandà, a 2360 m. Giunti al passo si apre uno splendido panorama, circondati dalle cime si può lasciar vagare lo sguardo senza mai essere sazi della bellezza circostante.

Inizia poi la fase di discesa verso la Val Venina: si prosegue lungo un traverso dal quale già si intravede il lago sottostante. I segnavia bianco-rossi ci accompagnano lungo tutto il sentiero, fino a raggiungere il fondo della Val Venina e scendere dalla testa della valle verso il lago Venina, creato artificialmente tramite un’imponente diga. Il lago si può percorrere su entrambi i lati, la via di discesa tuttavia prosegue rimanendo sulla sinistra orografica (con lo sguardo rivolto al lago). Si percorre quindi il sentiero pianeggiante che costeggia il lago, camminando immersi tra gli abeti, alternando luci e ombre come in un bosco fatato. Arrivati alla diga si scende da ripidi gradini e stretti tornanti e, tramite un ponticello, si giunge sul versante opposto, da dove è possibile riprendere il sentiero.

A questo punto si prosegue tranquillamente in discesa, lungo la Val Venina, lasciandosi alle spalle la diga e il lago e giungendo di nuovo al punto di partenza: Ambria. L’anello così si chiude, il sorriso invece si spalanca sempre più.

About the author

Cresciuta tra piacevoli estate montane: dalle prime timide passeggiate ad oggi, con lunghe camminate ed ampi dislivelli. Da pochi anni ha aggiunto le due ruote, per esplorare il mondo ad una velocità diversa. Tutto condito dalla passione per l'outdoor, gli splendidi paesaggi, le notti in tenda. I piedi sempre pronti a camminare e pedalare, gli occhi aperti per esplorare e conservare fotogrammi di esperienze.

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