Classica notturna al Bolettone

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Località di partenza: Alpe del Vicerè, Albavilla (CO) (903 m)
Dislivello salita totale: 420 m
Tempo di percorrenza salita/complessivo 50 min / 2 ore
Quota massima raggiunta: 1317 m, vetta monte Bolettone
Distanza percorsa: 7,25 km
Attrezzatura: torcia frontale
Valutazione:

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Impegno fisico:
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Punti di appoggio: rif. Capanna Mara in discesa, vari ristoranti e bar all’Alpe del Vicerè
Presenza di acqua: fontanella vicino al Jungle Raider Park
Riassunto itinerario: Alpe del Vicerè > vetta Bolettone > rif. capanna Mara > Alpe del Vicerè

Classico giro per chi vuole sfruttare le ore libere dopo il lavoro per andare in montagna a vedere il tramonto o anche solo a farsi una sgambata infrasettimanale, affrontabile tutto l’anno.
Lasciata l’auto al parcheggio dell’Alpe del Vicerè, ci si incammina in piano verso nord e, prima di arrivare alla casetta del Jungle Raider Park, si svolta a sinistra e si segue, sempre in salita, la strada gippabile dapprima su sterrato e poi su ripide rampe cementate.
Questa è la direttissima e, seguendola sempre, si arriva alla bocchetta del Bolettone, dove si trova il rif. Bolettone ormai chiuso permanentemente.

Per raggiungere la croce di vetta si segue il sentiero a sinistra e in pochi minuti si è in cima a 1317 m s.l.m.
Da qui il panorama verso sud è sempre di grande effetto con tutte le lucine della Brianza e di Milano. Le macchie scure che si vedono sono i laghi briantei di Pusiano e Alserio.

Per la discesa si ritorna alla bocchetta del Bolettone e si prende il sentiero delle Colme che, in direzione nord-est scende, dapprima a mezza costa nell’erba e poi in un bosco di faggi, fino ad incrociare una strada più larga che si stacca sulla destra e ci porta al rif. Capanna Mara.

Da qui la strada per tornare all’Alpe del Vicerè è larga e ben segnata e, anche se si sarà fatto buio, si potrà percorrerla senza troppi timori.

About the author

Va in montagna da sempre ma dagli anni del liceo, e poi dell'università, la scimmia ha cominciato a farsi sentire sempre più forte. All'inizio solo in mountain bike mentre adesso potrebbe essere definito un poli-atleta.
Ha una passione masochista per le uscite avventurose che prevedono enormi dislivelli e distanze esagerate. Dal 2020 è diventato un cyborg a causa di un infortunio sul longboard.

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