Concatenar catene sul Resegone

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Località di partenza: parcheggio funivia piano d’Erna, Versasio LC (590 m)
Dislivello salita totale: 1716 m
Tempo di percorrenza salita/complessivo 4 ore / 7 ore
Quota massima raggiunta: 1875m, vetta monte Resegone
Distanza percorsa: 19,5 km
Attrezzatura: normale da escursionismo (valutare ramponi in caso di mezza stagione)
Valutazione:

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Impegno fisico:
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Punti di appoggio: capanna Ghislandi, rif. Azzoni, bar e ristorante ai Piani d’Erna, rif. Stoppani
Presenza di acqua: qualche fontanella a secco durante la discesa, consigliamo di portarsi tutta l’acqua necessaria
Riassunto itinerario: parcheggio funivia > sentiero 1 > sentiero 25A > monte Magnodeno > cresta della Giumenta > Passo del Fò > ferrata del Centenario > sentiero 1 > ferrata De Franco Silvano > vetta del Resegone > sentiero delle creste direzione nord > canalone Bobbio > Piani d’Erna > sentiero 7 > sentiero 1 > rif. Stoppani > parcheggio

Giro molto lungo e completo sul Resegone, che comprende una prima parte di escursione fino al monte Magnodeno, poi un susseguirsi di tre ferrate di difficoltà crescente ed infine la discesa da un facile canalone roccioso e poi su sentiero. Da percorrere quando le giornate sono lunghe e con il giusto allenamento.

Se non vogliamo pagare i 3€ del parcheggio conviene svegliarsi presto e parcheggiare in uno degli spazi lungo la strada appena prima di arrivare al piazzale della funivia. Iniziamo la camminata scendendo i gradini che escono dal parcheggio, direzione sud e seguiamo le indicazioni per “tutte le direzioni” lungo il sentiero 1. Dopo un po’ la strada asfaltata lascia il posto ad una mulattiera che seguiamo fino alle case della frazione Costa. Qui proseguiamo diritti in piano lungo il sentiero 25A che sale gradualmente verso il monte Magnodeno.

in un’ora e mezza circa siamo in vetta al Magnodeno, che può essere una gita a sé e un buon punto panoramico, soprattutto al tramonto. Non ci fermiamo troppo e torniamo un tratto indietro, sui nostri passi, per poi imboccare un sentiero sulla destra segnato con bolli rossi fino all’attacco della Cresta della Giumenta.

Per chi è un esperto frequentatore di montagne della zona la Cresta della Giumenta sarà affrontabile come un faticoso sentiero attrezzato (noi abbiamo deciso di non tirare fuori l’imbrago e il kit da ferrata dallo zaino per questo tratto ma consigliamo a chi si è approcciato da poco alle ferrate di farlo). La cresta presenta tratti di sentiero stretto e tratti di arrampicata su roccia, aiutati dalle catene e prosegue in sali-scendi fino a raggiungere la caratteristica cappella triangolare bianca del Genepì e la sottostante capanna Ghislandi al passo del Fò.

Al passo troviamo la segnaletica che ci guida verso la seconda ferrata della giornata, la ferrata del Centenario.

Seguiamo le indicazioni e in un attimo siamo alla base di una ferrata tutta “zanchette”, come diciamo noi. La ferrata del Centenario è una ferrata costituita da tre sezioni, molto verticale, che permette di superare 150m di dislivello che ci separano dai pendii erbosi del Pian Serrada. Grazie alle numerosissime staffe la progressione non è mai impegnativa e regala scorci su Lecco da una fessura nel cuore del Resegone.

Giunti al pendio erboso risaliamo il sentierino fino a congiungerci col sentiero principale che porta verso il rif. Azzoni. Lo risaliamo fino a vedere chiaramente il rifugio e svoltiamo a sinistra ad una palina segnaletica che indica la via dei sassi. Si cammina a mezza costa verso un torrione roccioso sul quale è applicata la targa gialla rettangolare che indica la partenza della ferrata De Franco Silvano.

Questa ferrata è decisamente più impegnativa fisicamente della ferrata del Centenario e non bisogna sottovalutarla dopo tutto il tragitto già percorso. Si seguono le catene che alternano tratti arrampicabili a tratti dove bisogna “mungere” per bene la catena e salire usando la forza nelle braccia. Man mano che si sale il panorama diventa sempre più ampio ed appagante. Questa è una ferrata aerea e si nota la differenza da quella del Centenario che è inserita in una fessura.

Si giunge al termine della ferrata, appena sotto la croce del Resegone. Togliamo l’imbrago e scattiamo due foto dalla cima.

A questo punto per scendere percorrendo un anello e non tornare sui nostri passi, imbocchiamo il sentiero delle creste in direzione nord. Superiamo la selletta del canalone Comera, la Punta Stoppani e la Punta Manzoni fino a giungere alla selletta Cascine di Bobbio.

Qui scendiamo a sinistra lungo l’evidente largo canale (il canalone Bobbio, sentiero 10) che, dapprima lungo un sentiero sdrucciolevole, poi con l’aiuto di qualche catena, ci porta a camminare sul sentiero che raggiunge dall’alto i Piani d’Erna.

Alla Bocca d’Erna prendiamo il sentiero 7 e poi il sentiero 1 fino a giungere al rif. Stoppani. Superato il rifugio prendiamo il sentiero diretto che ci riporta alla mulattiera (sentiero 1) che avevamo imboccato la mattina e torniamo al parcheggio della funivia facendo il sentiero già percorso parecchie ore prima, nel senso opposto.

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Va in montagna da sempre ma dagli anni del liceo, e poi dell'università, la scimmia ha cominciato a farsi sentire sempre più forte. All'inizio solo in mountain bike mentre adesso potrebbe essere definito un poli-atleta.
Ha una passione masochista per le uscite avventurose che prevedono enormi dislivelli e distanze esagerate. Dal 2020 è diventato un cyborg a causa di un infortunio sul longboard.

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