Ferrata del Venticinquennale

Download file: Ferrata_venticinquennale_con_Glo.gpx

Località di partenza: Fonti di Gajum, Canzo (CO) (500 m)
Dislivello salita totale: 814 m
Tempo di percorrenza salita/complessivo 2.5 ore / 4 ore
Quota massima raggiunta: 1373m, vetta Corno Occidentale di Canzo
Distanza percorsa: 10 km
Attrezzatura: kit da ferrata
Valutazione:

* * * * *

Impegno fisico:
* * * * *

Punti di appoggio: rifugio Terz’Alpe
Presenza di acqua: fontanella a Gajum, fontana in discesa a Prim’Alpe
Riassunto itinerario: Fonti di Gajum > sentiero geologico > rif. Terz’Alpe > ferrata > vetta Corno Occidentale > crocifisso > rif. Terz’Alpe > Prim’Alpe > Fonti di Gajum

La ferrata del Corno Occidentale di Canzo permette di salire dal versante sud-ovest il più occidentale dei tre corni. È una ferrata varia, che presenta una certa verticalità ed è caratterizzata da un divertente traverso a metà salita. Il nome “venticinquennale” è dovuto al fatto che è stata realizzata nel 1972, in occasione del venticinquesimo anno di fondazione del CAI di Canzo.

Per la partenza si può parcheggiare in fondo a via Gajum, a Canzo (CO) sul lato opposto all’albergo Sorgente (in questo caso ci sono pochi posti auto), oppure poche decine di metri prima sulla sinistra della strada.

Per raggiungere la via Ferrata del Venticinquennale decidiamo di prendere la via più diretta: il sentiero geologico, dove si possono incontrare blocchi rocciosi trasportati dai ghiacciai nel Pleistocene e che segue il percorso del torrente Ravella.
Lungo questa salita consigliamo una breve deviazione per visitare la chiesetta di San Miro al Monte.

I sentieri sono ben segnalati e seguiamo le indicazioni per Terz’Alpe. Arrivati al rifugio, proseguiamo lungo la mulattiera a gradoni a sinistra dell’edificio e procediamo seguendo sempre l’indicazioni CAI per il sentiero n°1.

Arrivati ad un ghiaione detritico, stiamo attenti alle indicazioni che indicano a destra per l’attacco della ferrata.

Indossato il casco, l’imbrago e il kit da ferrata, si sale. Si comincia subito con la verticalità. La ferrata è attrezzata con catena e corde d’acciaio e, circa a metà percorso, ha una scala che facilita il passaggio del tratto più strapiombante.

Dopo circa un’ora di ferrata si spunta su una cresta che si segue fino alla croce di vetta del Corno Occidentale di Canzo (1373m). Possiamo toglierci l’imbrago e goderci il panorama.

Per la discesa, si seguono le tracce che portano ad un ripido canalino che scende a nord del corno (prestare attenzione in caso di ghiaccio se percorsa nella stagione fredda) e ci deposita su un sentiero di collegamento che percorriamo in direzione ovest fino ad arrivare ad un prato con un grande crocefisso.

Si scende lungo il sentiero che ci riporta a costeggiare il ghiaione da cui siamo passati prima e, seguendo sempre le indicazioni per Terz’Alpe, torniamo al rifugio. Da qui prendiamo la strada gippabile verso ovest che ci porterà, permettendoci di passeggiare tranquilli uno di fianco all’altro, prima a Prim’Alpe dove c’è un fontana da cui bere e poi giù fino al parcheggio.

About the author

Va in montagna da sempre ma dagli anni del liceo, e poi dell'università, la scimmia ha cominciato a farsi sentire sempre più forte. All'inizio solo in mountain bike mentre adesso potrebbe essere definito un poli-atleta.
Ha una passione masochista per le uscite avventurose che prevedono enormi dislivelli e distanze esagerate. Dal 2020 è diventato un cyborg a causa di un infortunio sul longboard.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.