Ferrata e anello sul Monte Due Mani

Download file: Ferrata_Monte_due_Mani_e_anello.gpx

Località di partenza: strada per Morterone LC (912m)
Dislivello salita totale: 1175 m
Tempo di percorrenza salita/complessivo: 2.5 ore / 4.5 ore
Quota massima raggiunta: 1666 m (vetta Monte Due Mani)
Distanza percorsa: 10 km
Attrezzatura: kit da ferrata
Valutazione:

* * * * *

Impegno fisico:
* * * * *

Punti di appoggio: no
Presenza di acqua: no
Riassunto itinerario: ferrata Simone Contessi > sentiero di cresta > vetta Monte Due Mani > baita del Bertu e peppo > bivacco Emanuela > risalita in cresta > sentiero di discesa che costeggia la ferrata

I ricci sportivi decidono oggi di addentrarsi nella splendida Valsassina, verso la Ferrata Simone Contessi al Monte Due Mani. Lasciato Ballabio, si sale lungo la strada tortuosa che porta al Morterone. Si prosegue per circa 5 km, dopo aver superato una galleria occorre tenere gli occhi ben aperti, perchè poco dopo si trova uno slargo sulla sinistra con due posti auto e il cartello indicante l’inizio della ferrata (in alternativa ci sono alcuni spazi anche lungo la carreggiata).

Si sale nel ripido bosco per pochi minuti e, indossato il kit da ferrata, si inizia subito con il primo torrione. Le difficoltà si evidenziano fin da subito: è una ferrata a tratti molto fisica, dove la forza delle braccia permette di superare i passaggi più ostici. Nota positiva: è presente un sentiero che costeggia tutta la ferrata e permette di abbandonarla in qualsiasi momento, aggirando i torrioni (e che percorreremo in discesa ndr).

In totale sono 9 torrioni, ognuno con le sue peculiarità e caratteristiche. Si sorpassano vari tratti esposti, catene, qualche staffa, pochi appigli per mani e piedi, molta roccia (a tratti scivolosa). Salendo, tra una fatica e l’altra, si può osservare il panorama che gradualmente si fa sempre più ampio davanti agli occhi: il Resegone, le Grigne, il lago. Occorre però non farsi distrarre troppo, perchè la salita è impegnativa e stancante. Tra un torrione e l’altro si segue il sentiero, prestando particolare attenzione ai segnali che indicano il proseguimento della ferrata.

Da segnalare in particolare l’8° torrione, definito “il Torrione della Discordia”. La sua parete verticale, il traverso esposto e i pochi appigli lo rendono il più difficile, anche perchè compare nella parte finale, quando ormai le braccia iniziano a chiedere un po’ di riposo.

L’ultimo torrione, il nono, presenta una placca verticale inizialmente priva di appigli, gradualmente essi si fanno più evidenti e ci permettono di arrivare ad una pianta. Superata questa si percorrono le ultime decine di metri e si giunge al termine. Tiriamo il fiato, togliamo il kit, e ci prepariamo per la seconda parte di questo giro.

Seguiamo il sentiero che percorre il la cresta, in direzione nord-est, verso la croce di vetta che già vediamo in lontananza. In poco più di mezz’ora si raggiunge la croce del Monte due Mani e il caratteristico bivacco Locatelli.

Ci godiamo il panorama a 360°.

Per scendere e non ripercorrere lo stesso sentiero dell’andata, decidiamo di fare un anello “spaccagambe”. Scendiamo lungo i ripidi prati direzione Ballabio fino a raggiungere la baita del Bertu e peppo. Qui incrociamo il sentiero che sale verso il bivacco Emanuela, che seguiamo.

Dopo aver riposato un attimo al bivacco Emanuela, prendiamo il sentiero che sale e che parte proprio dietro alla casetta in legno fino a raggiungere la cresta percorsa prima.

Ridiscendiamo sul filo di cresta fino a raggiungere il termine della ferrata e, sulla sinistra, imbocchiamo il ripido sentiero che costeggia la ferrata e che è la via normale di discesa fino alla strada per Morterone da dove siamo partiti.

About the author

Cresciuta tra piacevoli estate montane: dalle prime timide passeggiate ad oggi, con lunghe camminate ed ampi dislivelli. Da pochi anni ha aggiunto le due ruote, per esplorare il mondo ad una velocità diversa. Tutto condito dalla passione per l'outdoor, gli splendidi paesaggi, le notti in tenda. I piedi sempre pronti a camminare e pedalare, gli occhi aperti per esplorare e conservare fotogrammi di esperienze.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.