Ferrata Foro degli occhialoni

Download file: ferrata_occhialoni.GPX

Località di partenza: Abbazia San Vittore alle Chiuse, Genga (AN) (200 m)
Dislivello salita totale: 315 m
Tempo di percorrenza salita/complessivo 1 ora / 2.5 ore
Quota massima raggiunta: 430m, Foro degli Occhialoni
Distanza percorsa: 5,5 km
Attrezzatura: kit da ferrata
Valutazione:

* * * * *

Impegno fisico:
* * * * *

Punti di appoggio: nessuno
Presenza di acqua: alla partenza, fontanella
Riassunto itinerario: Abbazia San Vittore > Ponte romano > sentiero CAI Foro degli occhialoni > Foro degli Occhialoni > ferrata > buco del colonnello > falesia Sulfuria > San Vittore

La ferrata del Foro degli Occhialoni si trova nella Gola di Frasassi, è una ferrata un po’ atipica perché parte in discesa e il sentiero del rientro l’abbiamo trovato più faticoso della ferrata stessa. In ogni caso, per gli ambienti attraversati, merita sicuramente di essere percorsa.

Lasciata l’auto nel parcheggio di fronte all’Abbazia di San Vittore alle Chiuse ci dirigiamo verso il ponte romano e attraversiamo il fiume Sentino (altri parcheggi gratuiti vicino al cimitero e attorno alla grossa rotonda del paese). Le acque sulfuree trasportano l’odore di zolfo che pervade subito le narici. Svoltiamo a sinistra e seguiamo le indicazioni verso Foro degli Occhialoni.

Al cartello “sulfuria” prendere il sentiero che sale a destra. Il sentiero poi è tranquillo e ben segnalato ai bivi e solo l’ultima parte presenta qualche passaggio su roccette prima di giungere al Foro degli Occhialoni.

Si tratta di una cavità nella roccia, residuo di una grotta ormai crollata, dalla quale è possibile ammirare la gola sottostante, ovvero la Gola di Frasassi.

Indossato l’imbrago, il casco e il kit, la ferrata parte proprio in una cavità nella roccia e scende fino alla base dell’enorme foro. Da qui, ci stacchiamo dal cavo metallico e scendiamo su terreno sdrucciolevole seguendo il sentiero che parte dietro ad un albero e prosegue sulla sinistra (faccia a valle).

Ci riattacchiamo al cavo metallico e proseguiamo dapprima su un traverso esposto e poi dentro una galleria che sbuca su un panoramico traverso sulla valle sottostante. Si vede l’ingresso delle famosissime Grotte di Frasassi.

Con l’aiuto di staffe (e alberi), superiamo una parete verticale che ci porta ad una cresta dove termina il cavo metallico. Seguiamo ora la cresta fino alla sua estremità, tenendo d’occhio i bolli rossi e terminiamo la ferrata. Inizia da qui la discesa lungo una traccia che svolta a gomito a sinistra e scende nella vegetazione.

Anche se la ferrata è finita, non bisogna abbassare la guardia. In discesa ci sono un paio di tratti da disarrampicare, aiutandosi con le corde o catene. Seguiamo sempre i bolli rossi fino a raggiungere la cavità “buco del colonnello”. Da qui un’indicazione su un albero ci indica la via diretta per San Vittore che scende ripidissima nel bosco fino a raggiungere la falesia di Sulfuria dove ci sono svariate vie di arrampicata. Scendiamo ancora verso il fiume e prendiamo il sentiero lungo il fiume Sentino che ci riporterà al ponte romano e all’abbazia.

About the author

Va in montagna da sempre ma dagli anni del liceo, e poi dell'università, la scimmia ha cominciato a farsi sentire sempre più forte. All'inizio solo in mountain bike mentre adesso potrebbe essere definito un poli-atleta.
Ha una passione masochista per le uscite avventurose che prevedono enormi dislivelli e distanze esagerate. Dal 2020 è diventato un cyborg a causa di un infortunio sul longboard.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.