La panoramica sponda della Val Biandino

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Località di partenza: Introbio LC (586 m)
Dislivello salita totale: 1647 m
Tempo di percorrenza salita/complessivo 4 ore / 3 ore
Quota massima raggiunta: 2000 m, rifugio Santa Rita
Distanza percorsa: 26,6 km
Attrezzatura: normale da escursionismo (eventuali ramponcini nelle mezze stagioni)
Valutazione:

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Impegno fisico:
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Punti di appoggio: rifugi (valutare sempre l’apertura stagionale)
Presenza di acqua: rifugi
Riassunto itinerario: Introbio > rif. Tavecchia > Rif. Madonna della Neve > lago di Sasso > Rif. Santa Rita > Boeucc doi Ratt > sponda di Biandino > bocchetta di Agoredo > sorgente San Carlo > Introbio

Lasciata l’auto lungo Via dei Forni, a Introbio, decidiamo oggi di addentrarci in Val Biandino. Siamo ad aprile, ancora incerta mezza stagione, per cui abbiamo portato con noi i ramponcini per ogni eventualità. Seguiamo dapprima la strada asfaltata che sale, per poi tagliare un tornante seguendo il sentiero che porta al punto panoramico sulla magnifica cascata del Troggia e che ci riporta sulla carrabile cementata che viene percorsa dai fuoristrada che portano i “merenderos” direttamente al rifugio. Prima del ponte dove c’è un parcheggio, seguiamo il sentiero sulla destra che entra nel bosco e seguiamo sempre le indicazioni per rifugio Tavecchia e bocca di Biandino. Il sentiero è in salita ma non eccessivamente impegnativo. Il sole non è ancora arrivato a fondo valle, procediamo immersi nella boscaglia, accompagnati dal gorgogliare del fiume che fiancheggiamo sulla destra orografica.

Sbuchiamo così alla Bocca di Biandino, passando a fianco dei due imponenti rifugi (Tavecchia e Biandino) da dove alcuni gruppi si stanno già incamminando verso altre mete. Da qui è infatti possibile procedere verso il Rifugio Grassi. Noi oggi decidiamo di proseguire lungo la strada principale di fondovalle.

Procediamo quindi quasi in piano, circondati dalla fioritura dei crochi, che colorano il prato di un dolce colore lilla e bianco, e scaldati dai raggi del sole che ci hanno finalmente raggiunto. Arriviamo quindi al Rifugio Madonna della Neve (1595 m), posto al centro della vallata. Lo superiamo e iniziamo la salita verso il lago di Sasso. Il sentiero è ben segnalato e risale alla nostra sinistra appena prima dell’Alpe Sasso. In lontananza il Pizzo Tre Signori ci osserva, imponente e ancora pieno di neve.

Salendo su una pendenza sempre più marcata, incontriamo le ultime tracce di neve, che diventano sempre più ampie fino a raggiungere il Lago di Sasso (1922 m). A causa della siccità dell’inverno appena trascorso, il lago ghiacciato si intravede appena, le rocce fuoriescono ampiamento dal lago. Ammiriamo il panorama circostante, con i piedi immersi nelle orme già segnate nella neve. Dopo una breve sosta proseguiamo la nostra salita, seguendo il sentiero ben indicato sia da segnali su roccia che dai cartelli che indicano “Santa Rita”.

Percorriamo uno stretto sentiero a mezza costa, a strapiombo sulla vallata sottostante, silenzioso e poco frequentato. In circa 20 minuti raggiungiamo così il rifugio Santa Rita, a 2000 m. Anche da qui il panorama sulla vallata è immenso. Procediamo oltre il rifugio, seguendo il filo di cresta, fino a raggiungere il Boeucc doi Ratt, crocevia di sentieri che riportano nelle valli laterali. Dopo quasi 4 ore di salita decidiamo di fare una piccola sosta pranzo qui, scaldati dal sole ormai alto nel cielo e abbastanza riparati dai venti che soffiano sulla valle.

Ripartiamo affrontando una breve salita che ci porta a camminare in quota in un ambiente particolarmente piacevole, in quanto poco frequentato e panoramico su due valli. Seguiamo quindi in semi-piano tutta la sponda di Biandino, osservando a ritroso e dall’alto la strada percorsa al mattino, fino a raggiungere la Bocchetta di Agoredo (1825 m). Da qui iniziamo a scendere su tracce nei prati fino alla sottostante Alpe Agoredo e poi, in maniera più decisa, procedendo nel bosco lungo un sentiero con tornanti e più roccioso, fino alla sorgente San Carlo, ricollegandoci al sentiero preso al mattino. Abbiamo seguito la strada cementata per non ricalcare lo stesso sentiero del mattino, ma nulla vieta di tagliare i tornanti passando per il bosco. E infine rientriamo ad Introbio.

About the author

Cresciuta tra piacevoli estate montane: dalle prime timide passeggiate ad oggi, con lunghe camminate ed ampi dislivelli. Da pochi anni ha aggiunto le due ruote, per esplorare il mondo ad una velocità diversa. Tutto condito dalla passione per l'outdoor, gli splendidi paesaggi, le notti in tenda. I piedi sempre pronti a camminare e pedalare, gli occhi aperti per esplorare e conservare fotogrammi di esperienze.

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