Pizzo di Gino e cima Pianchette

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Località di partenza: Tecchio, San Nazaro Val Cavargna (CO) (1279 m)
Dislivello salita totale: 1040 m
Tempo di percorrenza salita/complessivo 2 ore / 4.5 ore
Quota massima raggiunta: 2245m, vetta del Pizzo di Gino
Distanza percorsa: 13,8 km
Attrezzatura: normale da escursionismo
Valutazione:

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Impegno fisico:
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Punti di appoggio: rifugio Croce di Campo
Presenza di acqua: sorgente sulla strada per l’alpeggio Piazza Vacchera
Riassunto itinerario: Tecchio > alpeggio Piazza Vacchera > Pizzo di Gino > cima Pianchette > rif. Croce di Campo > Tecchio

Il Pizzo di Gino lo si vede spesso quando si guarda il panorama dalle cime delle prealpi lombarde. La sua prominenza di 367m lo fa spiccare come una punta tra le altre montagne della zona. Da nord quasi intimorisce, da sud i suoi pendii sono più dolci. Decidiamo di raggiungerne la vetta da sud, percorrendo strade militari e trincee facenti parte della Linea Cadorna.

Giunti al paese di San Nazaro Val Cavargna, dietro la chiesa di S. Antonio Abate inizia una ripida strada indicata come Via Tecchio, non segnata sui navigatori, che, in ripida salita, ci porta, dopo alcuni tornanti, ad un posteggio per poche auto, appena prima del cartello di divieto di transito e della scritta su asfalto “stop/ticket”, all’altezza di alcuni bungalow. Lasciamo qui l’auto.

Decidiamo di salire seguendo la comoda strada prima asfaltata e poi sterrata, che porta al rifugio Croce di Campo. Arrivati ad un bivio, prima di giungere al rifugio, seguiamo la strada che prosegue pianeggiante verso sinistra seguendo le indicazioni “Pizzo di Gino” e proseguiamo nella valle fino a giungere all’alpe Piazza Vacchera, con il pizzo di Gino che si staglia di fronte a noi.

Dietro all’alpeggio seguiamo l’evidente strada militare che, con qualche zig-zag mai troppo ripido (le strade della linea Cadorna erano studiate per poter procedere con muli e cannoni al seguito) ci porta alla spalla ovest del Pizzo di Gino.

Risaliamo la traccia che sale, direzione vetta, seguendo gli scarsi bolli bianco-rossi del CAI nascosti nell’erba. Anche se non si trova la traccia, la direzione è chiara e porta in cima al Pizzo di Gino a 2245m.

Dalla vetta si riesce a vedere il lago di Como sia verso nord-ovest (verso l’inizio della Valtellina) che in direzione sud-ovest (dietro al lago si ammirano i corni di Canzo, il monte San Primo e le altre cime del Triangolo Lariano). In mezzo ai due spezzoni del lago si vedono il Monte Grona e, oltre, le Grigne). Verso ovest la Svizzera e verso nord le montagne dell’Alto Lario.

Per poter fare un bel giro ad anello, decidiamo di seguire la cresta che collega la vetta del pizzo di Gino dalla cima Pianchette, in direzione est.

Si ridiscendono dapprima delle roccette e poi si segue il sentiero che, all’altezza della Bocchetta di Pianchette, ci porta sull’itinerario dell’Alta via del Lario. Il sentiero è stretto e con alcuni tratti attrezzati con catene e, nel giro di un’ora, raggiungiamo cima Pianchette, un promontorio erboso e panoramico.

Da qui scendiamo dritti come fusi lungo l’evidente dorsale sud che porta proprio sopra al rifugio Croce di Campo e rimettiamo i piedi sulla larga strada sterrata.

Durante la discesa, per non percorrere esattamente lo stesso itinerario di salita, abbiamo deciso di scendere tagliando alcuni tornanti e prendendo una deviazione dalla cima di una collinetta, attraverso un sentiero percorso da anche mountaibike, in una bella pineta, ci riporta proprio al parcheggio da cui siamo partiti.

About the author

Va in montagna da sempre ma dagli anni del liceo, e poi dell'università, la scimmia ha cominciato a farsi sentire sempre più forte. All'inizio solo in mountain bike mentre adesso potrebbe essere definito un poli-atleta.
Ha una passione masochista per le uscite avventurose che prevedono enormi dislivelli e distanze esagerate. Dal 2020 è diventato un cyborg a causa di un infortunio sul longboard.

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