Traversata alta e bassa delle Grigne

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Località di partenza: Parcheggio Piani dei Resinelli LC (1278 m)
Dislivello salita totale: 1850 m
Tempo di percorrenza salita/complessivo 4 ore / 7,5 ore
Quota massima raggiunta: 2410m, vetta Grigna Settentrionale
Distanza percorsa: 22,70km
Attrezzatura: normale da escursionismo
Valutazione:

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Impegno fisico:
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Punti di appoggio: rifugi
Presenza di acqua: fontanella alla partenza e all’Alpe Cova
Riassunto itinerario: Piani dei Resinelli > cresta Cermenati > Grigna Meridionale > canalino Federazione > Buco di Grigna > zucco dei Chignoli > rif. Brioschi > via estiva > Pialeral > Alpe Cova > traversata bassa > Alpe Mus’cera > Piani dei Resinelli

La traversata delle Grigne è l’itinerario giusto per chi ha voglia di camminare per tante ore e percorrere le due più famose cime tra la Valsassina e il Lago di Como. È un itinerario ricco di scorci selvaggi, sentieri più battuti e vi capiterà sicuramente di imbattervi nei numerosi camosci che abitano nei pressi del buco di Grigna (che è la depressione tra Grignetta e Grignone).

Lasciata l’auto nell’ampio parcheggio che si incontra appena giunti ai Piani dei Resinelli, camminiamo su asfalto in salita dapprima via Carlo Porta e poi la via privata Galbussera fino alla fine della strada dove, sulla sinistra, inizia il sentiero che porta fino all’attacco della cresta Cermenati.

Iniziamo a salire il ripido sentiero, talvolta sdrucciolevole, che, senza farlo di corsa, in un’ora e mezza ci porta in cima alla Grigna Meridionale (chiamata amichevolmente Grignetta) a 2177m s.l.m.

(su questo itinerario si svolge la Grignetta Vertical, una skyrace dove i primi classificati percorrono questa salita in poco più di mezz’ora).

Dalla Grignetta il panorama spazia a 360° sul lago e le montagne circostanti. Ma non perdiamo troppo tempo, siamo appena all’inizio della nostra traversata e pertanto prendiamo il sentiero che parte da dietro al bivacco Ferrario (che assomiglia al modulo lunare delle missioni Apollo) e, con l’aiuto di alcune catene, ci porta fino all’imbocco del canalino Federazione.

Si scende, facendo attenzione a seguire i bolli arancioni e a non far cadere sassi, fino in fondo al canale dove un sentiero dapprima su roccia, poi su terra, ci porta in leggera discesa fino al Buco di Grigna.

Qui non è raro sentirsi osservati dagli animali della zona. Troviamo camosci e talvolta marmotte e ci guardano passare. È un sentiero ricco di pini mughi e non troppo battuto perché lungo da raggiungere sia che si scenda dalla Grignetta, come stiamo facendo noi, sia che si arrivi dal lago o dalla Valsassina.

Superiamo, ancora con l’aiuto di catene, gli scudi di Grigna. Pareti rocciose su cui bisogna fare attenzione a procedere. Seguiamo sempre le indicazioni delle paline segnaletiche per la traversata alta e i bolli, talvolta bianco-rossi, talvolta di color arancio.

Tornati a calpestare erba allo zucco dei Chignoli, proseguiamo a mezzacosta fino al bivacco Ugo Merlini, perennemente chiuso perché a pochi minuti dal rif. Brioschi.

Superata la bocchetta di Releccio seguiamo le indicazioni e raggiungiamo il rifugio Brioschi e la vetta del Grignone (2410m) per pranzo (rigorosamente al sacco).

Se non fosse per la nebbia che oggi ci perseguita, ci sarebbero moltissime belle foto da fare sul versante nord della Grigna, le montagne della Valtellina in lontananza, il Legnone, il Pizzo Tre Signori, il monte Disgrazia e il Bernina in lontananza. Verso sud, seguiamo con la mente l’itinerario appena percorso. Potremmo stare qui le ore ma, come sulla vetta della Grignetta, è meglio non perdere troppo tempo, abbiamo completato la traversata alta, adesso ci aspetta la traversata bassa.

Dal rifugio Brioschi torniamo al bivacco Merlini. Proprio di fronte al bivacco si distacca, verso valle, la via estiva al Grignone che ci fa perdere quota in una lunga discesa fino al rifugio Antonietta Pialeral (ci sono alcune varianti del sentiero ma tutte portano a valle nello stesso posto). Scendiamo lungo la strada cementata fino al laghetto dell’Alpe Cova dove c’è anche una fonte dove riempire le borracce e fare un’altra breve sosta per far riposare le gambe “provate” dalla discesa.

Appena sopra al laghetto troviamo la palina segnaletica che indica il sentiero per la traversata bassa. Qui l’ambiente non è più quello dell’alta montagna, ma percorriamo un comodo sentiero in discesa in un bosco di faggi fino al torrente Pioverna (che è ancora un torrentello) che superiamo e cominciamo a salire, sempre dolcemente, sull’altro versante di questa valle.

Superiamo una grande frana in un ambiente quasi lunare e proseguiamo lungo la traversata bassa, sempre ben segnalata da paline segnaletiche negli incroci, fino a spuntare nei pressi dell’Alpe Mus’cera dove il sentiero finisce e comincia la strada sterrata.

Seguiamo via Carlo Mauri fino ai Piani dei Resinelli e al parcheggio.

About the author

Va in montagna da sempre ma dagli anni del liceo, e poi dell'università, la scimmia ha cominciato a farsi sentire sempre più forte. All'inizio solo in mountain bike mentre adesso potrebbe essere definito un poli-atleta.
Ha una passione masochista per le uscite avventurose che prevedono enormi dislivelli e distanze esagerate. Dal 2020 è diventato un cyborg a causa di un infortunio sul longboard.

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