Circumnavigazione completa lago di Annone

Download file: Giro_completo_lago_di_Annone.gpx

Località di partenza: spiaggia erbosa a Isella (Lecco)
Tempo di percorrenza complessiva: 3.5 / 4 ore
Distanza percorsa: 14,46 km
Attrezzatura: kayak e pagaie
Balneabilità: si
Valutazione:

* * * * *

Impegno fisico:
* * * * *

Punti di approdo: varie spiagge erbose lungo la costa – zona pista ciclabile

In un giorno di primavera insolitamente caldo decidiamo di portare a termine la circumnavigazione del Lago di Annone, già percorso per la prima metà e raccontato in un altro articolo.

Per raggiungere il punto di partenza, si percorre la SS36, con uscita Civate. Poco dopo l’uscita, proseguendo, si trovano due parcheggi: il primo lungo la pista ciclabile, il secondo (più ampio) poco oltre la rotonda che si incontra (occorre prestare attenzione agli orari di apertura e chiusura della sbarra).

A qualche centinaia di metri dal parcheggio, la spaziosa spiaggia erbosa è lì, come l’ultima volta, pronta ad accoglierci. Iniziamo a preparare tutto quello che occorrerà per la circumnavigazione: kayak gonfio, pagaie, scorte di acqua e cibo. Il primo sole caldo inonda il lago con i suoi raggi mentre ci apprestiamo a iniziare la nostra pagaiata. Anche questa volta procediamo in senso antiorario.

La prima parte del lago la conosciamo ormai bene: ci avviciniamo ai canneti e alle costruzioni in legno; siamo sospinti dalle correnti e presto arriviamo a circa metà del primo tratto. A fianco scorre la rumorosa SS36, che ci lasciamo rapidamente alle spalle. Proseguiamo e giungiamo sulla sponda opposta: accanto scorre la pista ciclabile, con qualche timido ciclista e runner che ci osservano incuriositi.

Si arriva poi al punto cruciale: un canale largo qualche decina di metri ci conduce verso l’altra metà del lago. Scopriamo, a nostre spese, che la seconda parte sarà ancora più lunga della prima. Con un’acqua particolarmente stagnante proseguiamo lenti, prestando particolare attenzione ai tratti dove l’acqua si abbassa, con rischio di arenarci e sfregare le pinnette del nostro kayak contro i sassi affioranti.

Anche questa seconda parte ci regala emozionanti scorci sulle montagne circostanti: Resegone, Cornizzolo, Monte Barro. Come giganti immobili sembrano osservare il nostro lento procedere. Ci fermiamo per qualche pausa “acqua”, cercando di non perdere la rotta faticosamente conquistata.

Lungo questo tratto incontriamo di nuovo la pista ciclabile, che scorre proprio a bordo lago. Si respira un senso di pace e tranquillità; il traffico e l’asfalto, che a tratti emergono (soprattutto nella punta nord del lago), sembrano ricordi lontani. Cominciano a farsi sentire anche i primi cenni di fatica muscolare: siamo oltre la metà del giro, e i km nelle braccia iniziano a pesare.

Proseguiamo cotti dal sole che sta procedendo anche lui nel suo giro, a tratti oscurato da qualche nuvola. Sorpassiamo l’insenatura che arriva fin sotto il viadotto della SS36, e proseguiamo lungo la costa che racchiude alcuni osservatori per animali, canneti, camping. Siamo all’inizio di aprile e si possono osservare le ninfee che fioriscono sotto l’acqua: piano piano continueranno a crescere, fino ad emergere alla luce del sole, posate delicatamente sull’acqua. Oggi ci accontentiamo di osservarle nel loro lento processo di crescita. Grazie a questa condizione riusciamo a costeggiare meglio la costa rispetto a quando saranno rigogliose.

Tra una chiacchierata e una pagaiata, sorpassiamo il camping, e ci ritroviamo di nuovo al canale che ci ha condotto in questa seconda metà. Lo riattraversiamo in senso opposto e torniamo nella prima metà del lago. Superiamo la casa, posta a poca distanza dalle sponde, sentiamo il latrato del cane da guardia, che ormai ci conosce. La nostra attenzione ormai compromessa dalla stanchezza, ci fa incappare in una canna tirata da un pescatore, che con un sibilo torna a riva. Proseguiamo scrutando l’orizzonte per scoprire eventuali fili nascosti.

Completiamo il giro in circa 3 ore e mezza; si può tuttavia percorrere con più calma, approdando in alcune spiaggette presenti lungo il percorso, per godersi al meglio il panorama e per riprendere le forze. Approdiamo alla spiaggia erbosa dalla quale eravamo partiti. E’ ora di sgonfiare il nostro kayak e richiudere le pagaie: carichiamo tutto in macchina e siamo pronti per ripartire verso casa. Il sole, anche lui ormai stanco, ci saluta da dietro le nuvole lungo la via del ritorno.

About the author

Cresciuta tra piacevoli estate montane: dalle prime timide passeggiate ad oggi, con lunghe camminate ed ampi dislivelli. Da pochi anni ha aggiunto le due ruote, per esplorare il mondo ad una velocità diversa. Tutto condito dalla passione per l'outdoor, gli splendidi paesaggi, le notti in tenda. I piedi sempre pronti a camminare e pedalare, gli occhi aperti per esplorare e conservare fotogrammi di esperienze.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.