Dorsale del Triangolo Lariano in giornata

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Località di partenza: Brunate (CO)
Dislivello salita totale: 1460m
Tempo di percorrenza: 6.5 ore
Quota massima raggiunta: 1681m vetta monte San Primo
Distanza percorsa: 34km
Attrezzatura: normale da trail
Valutazione:

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Impegno fisico:
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Punti di appoggio: vari rifugi alla partenza, rif. Martina,
Presenza di acqua: no
Riassunto itinerario: Brunate > Capanna CAO > Baita Bondella > Bocchetta di Molina > Sentiero dei Faggi > Bocchetta di Lemna > rifugio Riella > Bocchetta di Caglio > Colma di Caglio > Colma di Sormano > Bocchetta di Terrabiotta > Monte San Primo > Ristorante rifugio Martina > Bocchetta del Nuvolone > punto panoramico > Brogno > eliporto Bellagio > Bellagio

L’itinerario è super-famoso e attraversa la “spina dorsale” del triangolo a sud del Lago di Como che è compreso tra Lecco-Bellagio-Como: il Triangolo Lariano.
È percorribile a piedi e in mountainbike (con alcune varianti). Solitamente consigliato da percorrere in due giorni a causa della distanza complessiva di 34km, noi abbiamo deciso di farlo in un giorno solo, con un leggero zaino da trail running sulla schiena e alternando un po’ di cammino a tratti di corsa leggera.

Quel che conta in questo itinerario è l’organizzazione dei tempi e dei trasporti. Il sentiero da percorrere è quello della dorsale del triangolo lariano, contrassegnato col numero 1, difficile perdersi e, pertanto, vi darò solo dei consigli e dei punti di passaggio senza spiegare passo passo ogni svolta presa e sentiero seguito.

La partenza:
Se ci si organizza per percorrere questo itinerario con qualche amico, si può optare per lasciare un’auto a Bellagio, al termine del giro, e raggiungere con l’altra Como. Como è facilmente raggiungibile anche in treno, e questa soluzione risparmia la ricerca di un parcheggio in città che non è mai facile, e sicuramente non è a basso costo.
Il sentiero della dorsale del Triangolo Lariano ha effettivamente inizio a Brunate, al piazzale della funicolare. Tutte le corse della funicolare Como-Brunate le trovate QUI. Conviene prendere una delle prime corse del mattino (a partire dalle ore 6:00) per avere tutto il tempo di arrivare a Bellagio prima che faccia buio. Alternativamente si può salire a Brunate in auto (pochi posti, a pagamento, e nei weekend tanto traffico) o a piedi dalle salite Carescione (ripida) e Falchetto (mulattiera) che partono da via Prudenziana, in quest’ultimo caso aggiungere circa 1 ora di cammino e 450m di dislivello.

Percorso:
Raggiunto il faro Voltiano e poi capanna CAO, si seguono i cartelli che indicano la dorsale. In alcuni bivi si possono trovare indicazioni per la “Dorsale per creste”, che consiste nel seguire la dorsale passando per le vette delle varie montagne che superiamo (ad esempio Boletto, Bolettone, Palanzone). Noi la stiamo percorrendo per la prima volta di corsa e non vogliamo strafare, complice il fatto che a Febbraio le giornate non sono ancora lunghe e non vogliamo rischiare di arrivare col buio a Bellagio, pertanto correremo lungo la gippabile che porta alla baita Boletto, oppure seguiremo il mitico sentiero dei faggi sul lato nord del monte Bolettone anziché salire in vetta a quest’ultimo.

Il percorso prosegue con qualche salita e discesa fino alla Colma di Sormano e poi prosegue senza grandi salite fino all’alpe di Terrabiotta dove comincia la lunga salita fino alla vetta del monte San Primo, punto più alto del nostro giro. Da qui è tutta discesa fino a Bellagio, eccezion fatta per una breve salita sotto il monte Nuvolone, prima di arrivare ad un bellissimo punto panoramico. Da qui è veramente tutta discesa!

Le fonti d’acqua sono presenti solo alla partenza (Brunate) e all’arrivo (Bellagio). Lungo il percorso, però, soprattutto in alta stagione e nei weekend, incontreremo diversi rifugi aperti lungo tutto l’itinerario. Noi ce la siamo cavata con poco più di 1 litro di acqua a testa nella sacca idrica a testa. Stessa cosa per il cibo: si incontrano diversi rifugi dove rifocillarsi. Noi abbiamo preferito portare da casa due panini, due barrette energetiche, due gel e una banana a testa e ci è bastato. In estate meglio abbondare con acqua e cibi ricchi di sali minerali come la frutta disidratata.

Facendo tanti chilometri ma senza un eccessivo dislivello, questo itinerario è adatto a chi è già allenato e vuol godere di una piacevole, lunghissima giornata con panorami mozzafiato. E poi tornare a casa e stupire gli amici con il racconto di questa impresa.

Il rientro:
Se avete lasciato un’auto a Bellagio, potete tornare con quella. Altrimenti consigliamo, soprattutto in estate, di prendere il battello che porta da Bellagio a Como e che aggiungerà un tocco di magia a questa avventura, facendo attenzione all’orario dell’ultima corsa. Se avete perso l’ultimo battello, c’è la linea degli autobus che fa la spola tra Bellagio e Como e che vi riporterà alla stazione dei treni o alla macchina.

About the author

Va in montagna da sempre ma dagli anni del liceo, e poi dell'università, la scimmia ha cominciato a farsi sentire sempre più forte. All'inizio solo in mountain bike mentre adesso potrebbe essere definito un poli-atleta.
Ha una passione masochista per le uscite avventurose che prevedono enormi dislivelli e distanze esagerate. Dal 2020 è diventato un cyborg a causa di un infortunio sul longboard.

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