Lecco-Milano lungo la Ciclovia dell’Adda e il naviglio Martesana

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Località di partenza: Parcheggio campo sportivo Bione, Lecco (LC)
Dislivello salita totale: 421m
Tempo di percorrenza complessivo: 5 ore
Valutazione:

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Impegno fisico:
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Punti di appoggio: vari paesi lungo la tratta
Presenza di acqua: si, fontanelle
Riassunto itinerario: Lecco > Ciclovia dell’Adda > ciclabile naviglio Martesana > Milano

Un giro gravel che unisce le montagne alla città, con partenza dal centro di Lecco e arrivo al Duomo di Milano. Il percorso si svolge quasi tutto su ciclabile, con paesaggi piacevoli e scarso dislivello.

Lasciata l’auto al parcheggio del campo sportivo del Bione (uscita SS36 Lecco Bione) a Lecco, si prende la Ciclovia dell’Adda che gradualmente ci conduce fuori dalla città. Lungo il primo tratto è possibile incontrare molti pedoni che passeggiano in riva al lago, occorre quindi prestare attenzione ed evitare le giornate più affollate. Dopo aver pedalato per un tratto accanto al fiume Adda che esce da “quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno”, che da subito ci fa compagnia, si sbuca sul lago di Garlate. Un tranquillo specchio d’acqua, fonte di ispirazione per Manzoni nel suo “addio ai monte e sorgenti d’acque”.

Proseguiamo oltre, superate le chiuse, incontriamo il lago di Olginate e pedalando sempre su un piacevole sterrato ci lasciamo la “civiltà” alle spalle: a faticare con noi è rimasto solo il fiume Adda, che scorre placido a pochi metri dai nostri copertoni. Passato Imbersago, con il suo famoso “traghetto di Leonardo“, proseguiamo fino ad incontrare Paderno d’Adda, tristemente famoso per il suo ponte. Proprio in prossimità del ponte incappiamo in una salita “spaccagambe” che dal letto del fiume ci porta su, fino al ponte (che non attraversiamo, proseguendo dritti sulla nostra strada). Ad attenderci poco oltre una scomoda discesa su acciottolato, che in pochi tornanti ci riporta vicino al fiume.

Le ruote scorrono lungo la ciclovia, passando accanto a numerose centrali elettriche, fino a raggiungere e superare Cornate d’Adda e Trezzo sull’Adda, dove è possibile ammirare il castello visconteo. Lungo tutto il tragitto sono presenti zone pic-nic, con tavoli e panchine, di cui anche noi approfittiamo per ristorarci e ripararci un po’ dal sole cocente. Terminiamo la ciclovia giungendo a Cassano d’Adda: qui salutiamo il fiume che ci ha accompagnato lungo questa prima tratta.

Dirigiamo le nostre ruote lungo il “Naviglio Martesana”: ciclabile dal fondo asfaltato in leggera discesa che ci conduce attraverso i paesi di Inzago, Bellinzago, Gorgonzola, Cernusco sul Naviglio, Vimodrone, Crescenzago. Le ruote scorrono veloci sul nuovo manto, ma la tranquillità dell’Adda è ormai lontana. Proseguiamo in compagnia di molti ciclisti, runner, pattinatori.. il paesaggio è costellato di palazzi e piccole cittadine. Mentre ci avviciniamo alla periferia di Milano veniamo sorpresi da un temporale estivo: bagnati fradici e infreddoliti ci ripariamo sotto un cavalcavia, ad attendere la fine della tempesta. Ai primi segni di bel tempo riprendiamo la marcia verso il centro città. Gradualmente la situazione si fa intricata: lasciato il Naviglio ci troviamo improvvisamente immersi nel traffico strombazzante del capoluogo lombardo. Cerchiamo quindi di sopravvivere tra monopattini elettrici, auto, camion, camioncini, pedoni. Passiamo da piazza Gae Aulenti e i suoi scintillanti grattacieli, giungiamo in piazza della Scala, trasportiamo a mano le nostre bici lungo la Galleria Vittorio Emanuele fino a giungere in piazza Duomo, dove ci accoglie una folla di piccioni e turisti.

Con il treno è poi possibile ritornare al punto iniziale, chiudendo il cerchio di questo piacevole “giro gravel”.

L’itinerario è stato studiato prendendo spunto dal giro “Sentiero di Leonardo” segnalato da “Le vie del Viandante“.

About the author

Cresciuta tra piacevoli estate montane: dalle prime timide passeggiate ad oggi, con lunghe camminate ed ampi dislivelli. Da pochi anni ha aggiunto le due ruote, per esplorare il mondo ad una velocità diversa. Tutto condito dalla passione per l'outdoor, gli splendidi paesaggi, le notti in tenda. I piedi sempre pronti a camminare e pedalare, gli occhi aperti per esplorare e conservare fotogrammi di esperienze.

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