Anello Rifugio Sella e casolari dell’Herbetet

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Località di partenza: Vanontey, Cogne (1669 m)
Dislivello salita totale: 1130m
Tempo di percorrenza salita/complessivo 3 ore / 7 ore
Quota massima raggiunta: 2630m
Distanza percorsa: 23,6 km
Attrezzatura: normale da escursionismo
Valutazione:

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Impegno fisico:
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Punti di appoggio: rifugio Vittorio Sella
Presenza di acqua: fontanella al rif Sella e ai Casolari dell’Herbetet
Riassunto itinerario: Valnontey > Rif. Vittorio Sella > laghi del Lauson > Pian di Recelloz > Casolari dell’Herbetet > sentiero fondovalle lungo il torrente Valnontey

Se avete a disposizione un solo giorno da passare a Valnontey questo è l’itinerario giusto da fare. È lungo ma il dislivello di poco più di mille metri è alla portata della maggior parte degli escursionisti. La traversata Rifugio Sella – Casolari dell’Herbetet è il vero cuore di questo itinerario e vi assicuro che riuscirete ad osservare qualche gruppo di stambecchi su questo sentiero.

Si lascia l’auto nei parcheggi a Valnontey (a pagamento). Superato a piedi il ponte in legno sul torrente Valnontey seguiamo le indicazioni del sentiero 18 (e dell’Alta Via numero 2). Costeggiamo la staccionata del Giardino botanico alpino Paradisia, dove sono ospitate più di 1000 specie diverse di piante che crescono in montagna sulle alpi. Mentre camminiamo siamo circondati anche da farfalle.

Risaliamo la mulattiera reale che, con lunghi tornanti, ci fa prendere quota senza affaticare le gambe. Il sentiero diventa più ripido uscendo dal bosco ed entrando nel vallone del Lauson. Attraversato il torrente con una serie di ripidi tornanti raggiungiamo dapprima il casotto Lauson che ci inganna con la sua croce, non è la meta ma mancano solo 10 minuti al termine della salita e all’arrivo al Rifugio Vittorio Sella.

Il rifugio Vittorio Sella è una delle cinque case di caccia che fece costruire il re Vittorio Emanuele per rendere più accessibili queste valli della Valle d’Aosta durante le sue battute di caccia tra queste montagne. Fu poi acquistata nel 1922 dall’allora presidente del CAI di Biella che la donò alla propria sezione CAI e le diede il nome che oggi diamo al rifugio.

Dopo una pausa ristoratrice al rifugio, attraversiamo il ponticello sul torrente del Grand Lauson e seguiamo il sentiero che va in leggera salita in mezzo alle rocce (sentiero 18c). Inizia ora la traversata verso i Casolari dell’Herbetet.

Saliamo qualche decina di metri di dislivello fino a raggiungere i laghi del Lauson, punto più alto del nostro itinerario. Da qui sarà solo discesa (più o meno, qualche breve salita lungo la valle la troveremo ma per poche decine di metri a tratta) ma stiamo attenti che sarà molto lunga.

Superiamo un tratto attrezzato con una catena ed una passerella in legno e seguiamo questo sentiero a mezza costa che entra ed esce dalle vallette formate dai torrenti che scendono dai ghiacciai sopra di noi. Nel pomeriggio aumenta lo scioglimento dei ghiacciai e quindi i torrenti porteranno a valle più acqua, così, per superare il rio Gran Val, dobbiamo risalire qualche metro a monte per trovare il punto giusto per non bagnarci i piedi.

La vista sul fondovalle e sui ghiacciai che chiudono la Valnontey non ci abbandona mai ed è sempre un piacere alzare lo sguardo e godersi il panorama, soprattutto quando raggiungiamo il Pian di Recelloz, un balcone panoramico sulla testata della Valnontey.

Dopo poco meno di due ore di cammino raggiungiamo i Casolari dell’Herbetet, un vecchio alpeggio oggi utilizzato dai guardiaparco.

Riempiamo le borracce e iniziamo a scendere più decisi verso valle con una serie di tornanti che ci riportano nel bosco di larici che caratterizza il fondovalle.

La discesa pare interminabile. Arriviamo finalmente a costeggiare il torrente Valnontey e ne approfittiamo per mettere i piedi a mollo nell’acqua gelata di scioglimento che arriva dal ghiacciaio della Tribolazione e dagli altri ghiacciai sopra le nostre teste. Ora ci aspettano poco più di 5 km di cammino lungo il sentiero di fondovalle che man mano si allarga diventando una strada sterrata che costeggia il campeggio. Ci accorgiamo che ci stiamo avvicinando al paese perché aumentano sempre più le persone che incrociamo lungo questa passeggiata.

Giunti all’asfalto siamo nuovamente a Valnontey, da dove siamo partiti.

About the author

Va in montagna da sempre ma dagli anni del liceo, e poi dell'università, la scimmia ha cominciato a farsi sentire sempre più forte. All'inizio solo in mountain bike mentre adesso potrebbe essere definito un poli-atleta.
Ha una passione masochista per le uscite avventurose che prevedono enormi dislivelli e distanze esagerate. Dal 2020 è diventato un cyborg a causa di un infortunio sul longboard.

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