Pizzo Alto e alta via della Valsassina

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Località di partenza: Premana LC (1000 m)
Dislivello salita totale: 1880 m
Tempo di percorrenza salita/complessivo 3.45 ore / 8 ore
Quota massima raggiunta: 2512m, vetta del Pizzo Alto
Distanza percorsa: 24,4 km
Attrezzatura: normale da escursionismo
Valutazione:

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Impegno fisico:
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Punti di appoggio: no
Presenza di acqua: fontanella cappellina a metà salita, fontana Alpe Deleguaggio, fontanelle nei paesi sul sentiero dol
Riassunto itinerario: Premana > Gòrle > Alpe di Deleguaggio > Lago Deleguaggio inferiore > Lago Deleguaggio superiore > Bocchetta del lago > Pizzo Alto > Alta via della Valsassina > Bocchetta di Taeggio > Bivacco di Taeggio > Taeggio > cappella di Sasorc > DOL (Dorsale Orobica Lecchese) > Premana

ATTENZIONE: il percorso in discesa dalla bocchetta di Taeggio al fondovalle (ovvero fino al ricongiungimento col sentiero della Dorsale Orobica Lariana), nonostante il sentiero sia segnato sulle mappe, è difficilmente individuabile e non veniva percorso da diverso tempo. Abbiamo faticato veramente tanto (e rischiato tanto) nel riaprire la traccia cercando di seguire i vecchi bolli rosso-bianchi del CAI. Noi, per come sono le condizioni del sentiero ora (Agosto 2022) ne sconsigliamo la percorrenza.

Lasciata l’auto in uno dei parcheggi di Premana, ci incamminiamo verso la sede della C.A.M.P. e, proprio sull’altro lato della strada, vediamo le prime indicazioni per i laghi di Deleguaggio.

Imbocchiamo il sentiero in leggera salita che porta alle case di Gòrle e poi seguiamo le indicazioni per i laghi di Deleguaggio lungo un sentiero che sale la valle e che alterna gradoni di roccia e bei tratti più tranquilli nel bosco.

Usciti dalla vegetazione iniziamo a vedere le case dell’Alpe di Deleguaggio sopra di noi. Passiamo il paese e iniziamo la ripida salita al lago inferiore di Deleguaggio.

Seguendo il sentiero che sale sulla sinistra del lago, attraversiamo una pietraia e ci avviciniamo al breve tratto ferrato che collega i due laghi. Con l’aiuto di catene e staffe (non è necessario l’imbrago ma bisogna fare attenzione ad alcuni tratti sdrucciolevoli) percorriamo i 100m di dislivello che ci portano all’altezza del lago superiore di Deleguaggio.

Seguiamo le indicazioni sulla palina segnaletica a bordo del lago per “Pizzo Alto”, imbocchiamo il sentiero che parte sulla sinistra del lago e sale verso nord. In breve ci alziamo di quota e arriviamo alla Bocchetta del lago. Da qui un bel sentierino a mezza costa corre verso est. Dopo qualche minuto di cammino vediamo in lontananza il Pizzo Alto, terza cima delle Orobie occidentali, dopo il Legnone e il Pizzo Tre Signori.

La salita al Pizzo è una deviazione molto ripida di 10 minuti dal sentiero che stiamo percorrendo. Saliamo al Pizzo Alto (2512m) e ci godiamo il panorama che spazia dal lago di Lugano al lago di Novate Mezzola verso ovest, a nord la Valtellina con il monte Disgrazia e il gruppo del Bernina, a est il Pizzo Rotondo e il Pizzo Tre Signori, mentre a sud vediamo la valvarrone e il gruppo delle Grigne sullo sfondo.

NOTA: per chi non volesse avventurarsi su quella che sarà la discesa dalla bocchetta di Taeggio, consiglio di tornare indietro verso il lago superiore di Deleguaggio e seguire le indicazioni per la Bocchetta di Cortese e l’alpe Premaniga e tornare a Premana mantenendo un giro ad anello.

Ridiscendiamo al cartello e proseguiamo verso est sull’Alta via della Valsassina. Il sentiero si sviluppa un po’ a mezza costa e un po’ sul filo di cresta, con alcuni tratti attrezzati con catene. È sconsigliabile in presenza di chiazze di neve o dopo piogge.

I bolli sono presenti ma non sempre ben visibili, si nota che questo tratto dell’alta via è poco frequentato dall’escursionista della domenica.

Dopo un’oretta di cresta giungiamo alla Bocchetta di Taeggio. C’è una palina segnaletica che indica verso valle, con un cartello metallico che ci ricorda di seguire i segni rossi-bianchi del CAI nascosti nel prato sottostante.

Inizia la parte più avventurosa del giro e che ci porterà a percorrere una discesa che doveva essere di un paio d’ore in circa il doppio del tempo stimato.

Scendiamo prima in mezzo al vallone e poi sulla destra orografica seguendo i pochi segni nascosti, poi ci spostiamo nuovamente sul fondo del vallone e raggiungiamo il bivacco Taeggio. Da qui intravediamo un sentiero che una volta doveva essere più battuto che corre a mezza costa verso ovest in leggera discesa e ci porta fino all’Alpe Taeggio, dove c’è una costruzione in pietra visibile anche dal bivacco.

Con l’aiuto di ometti di pietra, qualche nascosto segno e la mappa offline della valle sul nostro smartphone, riusciamo a individuare quello che doveva essere il sentiero e che adesso è solo una traccia appena accennata e che comincia ad essere riconquistata dalla natura, con pini, rododendri e piccole querce che stanno crescendo su quello che una volta era il sentiero.

Superato il torrente, ci troviamo su un pendio scosceso e immersi nelle piante, questo punto è parecchio pericoloso. Cercate di stare un po’ più alti ed evitare di scivolare verso il torrente. Si intravede una pietra e un albero storto sullo spigolo della valle dove passa il sentiero, puntiamo verso quello e riusciamo a cavarci d’impiccio.

Quando il sentiero entra in un boschetto di faggi diventa più visibile e, una volta che inizia la discesa per tornanti stretti, riusciamo a proseguire più spediti e a scendere verso valle fino ad incrociare la cappella di Sasorc. Finalmente abbiamo raggiunto un sentiero ben tracciato: la dorsale orobica lecchese (DOL). La seguiamo fino a Premana per poco più di un’ora di cammino e torniamo al punto di partenza.

About the author

Va in montagna da sempre ma dagli anni del liceo, e poi dell'università, la scimmia ha cominciato a farsi sentire sempre più forte. All'inizio solo in mountain bike mentre adesso potrebbe essere definito un poli-atleta.
Ha una passione masochista per le uscite avventurose che prevedono enormi dislivelli e distanze esagerate. Dal 2020 è diventato un cyborg a causa di un infortunio sul longboard.

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