Pizzo Cornagiera e Rifugio Ombrega

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Località di partenza: Alpe Paglio (1450 m)
Dislivello salita totale: 1113 m
Tempo di percorrenza salita/complessivo 5 ore
Quota massima raggiunta: 2049 m (Pizzo Cornagiera)
Distanza percorsa: 20 km
Attrezzatura: normale da escursionismo
Valutazione:

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Impegno fisico:
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Punti di appoggio: Pian delle betulle – rifugio Ombrega
Presenza di acqua: Pian delle betulle – Alpe Ortighiera – rifugio Ombrega
Riassunto itinerario: Alpe Paglio > Pian delle betulle > Alpe Ortighiera > Larice bruciato > Cima di Olino > Bocchetta di Olino > Pizzo Cornagiera > alpe e rifugio Ombrega > Bocchetta di Agrella > Cimone di Margno > Alpe Paglio

Il mese di novembre aveva appena dischiuso la sua prima giornata di sole, decidiamo così di partire per una nuova escursione. Raggiungiamo comodamente in macchina l’Alpe di Paglio a 1450 m di altezza. Qui è presente un ampio parcheggio a pagamento.

Lasciato il parcheggio e la civiltà alle nostre spalle, ci incamminiamo su una strada sterrata sulla destra, che in poco tempo ci porta dentro il bosco. Lo sterrato lascia poi il passo a un tratto asfaltato, per condurci al Pian delle betulle. Qui tra gli alberi è possibile scorgere le infrastrutture del Jungle Raider Park; poco più avanti è presente anche un ristorante – bar, una chiesetta e il museo degli alpini.

Passiamo oltre e proseguiamo su una strada che torna piano piano a stringersi e ci conduce all’Alpe Ortighiera, dove è possibile rifornirsi di acqua. Procedendo arriviamo a un punto panoramico detto “Larice bruciato”, dove sono presenti alcuni tavolini per un’eventuale sosta.

Arrivati qui si può decidere di procedere per la strada principale, oppure seguire la strada alternativa, che ovviamente decidiamo di intraprendere. Questo piccolo sentiero si inerpica lungo la cresta fino alla Cima di Olino, da dove è possibile scorgere panorami su tutto il lago e la vallata. Dalla cima di Olino, si prosegue sempre in cresta e, dopo una ripida e impervia discesa, raggiungiamo la bocchetta di Olino, dove ci ricongiungiamo alla strada principale. Da qui seguiamo le indicazioni per il rifugio Santa Rita. Poco dopo il cartello segnalatore, lasciamo la strada principale e saliamo verso sinistra, con l’obiettivo di raggiungere la cima del Pizzo Cornagiera. Non è presente alcuna indicazione specifica, ma il sentiero in salita è molto ben visibile. Saliamo su pendenze decisamente elevate, con ciuffi d’erba e buchi che spuntano qua e là, occorre prestare attenzione.

Sbuffando e faticando seguiamo il sentiero e giungiamo finalmente in vetta. E’ presente una piccola croce, molto semplice, con l’indicazione del nome e della quota raggiunta. Ci sediamo osservando lo splendido panorama sul lago e le vallate circostanti, siamo circondati dall’abbraccio di cime e monti a 360°. Ancora affaticati dalla salita, ci sentiamo però osservati. Alle nostre spalle (in direzione nord – est) qualcuno sembra osservarci. Ci giriamo, ed eccolo lì: il Pizzo Tre Signori, che con le sue pareti innevate e lo sguardo “arcigno” sembra chiederci: “quando mi venite a trovare?”. Arriveremo presto, non temere.

A malincuore lasciamo la cima raggiunta, e ci avviamo per la discesa (altrettanto ripida), ritornando sulla strada principale dalla quale ci eravamo staccati prima. Procedendo a ritroso sulla destra troviamo un bivio, con una strada che scende e l’indicazione per l’Alpe Ombrega, con l’omonimo rifugio. Scendiamo quindi per questo stretto sentierino, costellato dalle prime macchie di neve. Arriviamo quindi al rifugio Ombrega (controllare orari e giorni di apertura). E’ chiuso, ma all’esterno sono presenti comode panchine e tavoli, dove è possibile effettuare una sosta ristoratrice.

Proseguiamo dal rifugio prendendo l’ampia strada sterrata che piacevolmente ci accompagna fino alla Bocchetta di Agrella e da qui, ritorniamo al Larice Bruciato, che avevamo incrociato all’andata. E’ possibile a questo punto seguire la strada a ritroso e tornare al punto di partenza.

Ma noi, memori del motto “le cose belle sono difficili”, dal larice bruciato decidiamo di seguire il sentiero che porta al Cimone di Margno. Superiamo i tavoli sulla destra e ci inerpichiamo lungo il ripido sentiero. In poco tempo raggiungiamo la cima, anche da qui è possibile ammirare il paesaggio sul lago e le vallate, accarezzate da una lieve foschia novembrina. Laggiù in fondo Milano e la Brianza sembrano immerse nella nebbia. Sopra le nuvole, spuntano le cime degli Appenini, appena visibili aguzzando la vista.

Lasciato il Cimone seguiamo il sentiero e poi la pista da sci del Pian delle betulle, con una discesa spaccagambe che ci riconduce al parcheggio dell’Alpe Paglio.

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Cresciuta tra piacevoli estate montane: dalle prime timide passeggiate ad oggi, con lunghe camminate ed ampi dislivelli. Da pochi anni ha aggiunto le due ruote, per esplorare il mondo ad una velocità diversa. Tutto condito dalla passione per l'outdoor, gli splendidi paesaggi, le notti in tenda. I piedi sempre pronti a camminare e pedalare, gli occhi aperti per esplorare e conservare fotogrammi di esperienze.

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