Ortanella mtb

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Località di partenza: via per Vezio, Perledo (LC)
Dislivello salita totale: 1350m
Tempo di percorrenza complessivo: 4-5 ore
Quota massima raggiunta: 1250m, strada per Cainallo
Distanza percorsa: 32 km
Valutazione:

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Impegno fisico:
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Punti di appoggio: bar e ristoranti Esino Lario, rifugio Cainallo
Presenza di acqua: Esino Lario, passo Agueglio, nei pressi della chiesa di San Pietro Ortanella
Riassunto itinerario: Vezio > Perledo > Esino Lario > Passo Agueglio > Sentiero della Biodiversità > rif. Cainallo > rif. Cà dell’Alpe > chiesa San Pietro > stagno del Pozzal (Ortanella) > Sentiero del Viandante > Vezio

Questo itinerario è uno splendido esempio di giro all-mountain completo, dove si posano le ruote su mulattiere, sentieri naturali, discese tecniche e scorrevoli, passaggi esposti e panorami magnifici sul centro del lago di Como. Soprattutto l’ultima discesa da Ortanella a Vezio è sconsigliata in caso di fondo bagnato.

Si parcheggia l’auto nel parcheggio gratuito (4 ore max da Marzo a Ottobre) in via per Vezio. Da qui si torna ai tornanti asfaltati che salgono da Varenna a Esino Lario e si segue la strada superando Perledo fino a giungere al centro de “la perla delle Grigne” (come viene definita Esino nel cartello ligneo di benvenuto che si incontra sulla strada). Nei pressi della farmacia si imboccano le viuzze interne del paese che si seguono in salita ripida fino ad uscire da Esino “vecchia” lungo una mulattiera che porta fino al Passo Agueglio.

Dal Passo si segue verso est la strada asfaltata per circa 2km e poi si imbocca un largo sentiero sulla sinistra segnato come “Sentiero della Biodiversità” dove, salvo qualche breve tratto ripido, è tutto ben pedalabile e fuori dal traffico della provinciale che passa qualche decina di metri sotto.

Il sentiero della Biodiversità termina alle spalle del rifugio Cainallo.

Attraversata la strada asfaltata, pedaliamo di fronte alla chiesa di Santa Maria Assunta e prendiamo la strada sterrata direzione Alpe d’Esino. La strada è piacevole da percorrere, praticamente pianeggiante giunge ad un vallone erboso dove seguiamo le frecce rosse con il simbolo di un ciclista.

Superate alcune baite iniziamo un bellissimo sentiero nel bosco (sentiero 21) dove solo una ripida salita di circa 200m da percorrere a piedi (i più allenati in assenza di foglie potrebbero farcela a farla in sella) interrompe il bel flow.

Il sentiero prosegue fino a raggiungere il Rifugio Cà dell’Alpe, di proprietà del CAI val d’Esino (sottosezione del CAI di Premana). Non lasciamoci ingannare dalla freccia rossa che indica il sentiero che scende direttamente a Ortanella, noi proseguiamo dritti lungo il prato e la strada sterrata che ci porta al miglior segmento della giornata, un single track affacciato sul lago che gira attorno al Monte Parolo sul lato esterno. Il sentiero termina nei pressi della panoramicissima chiesa romanica di San Pietro.

Dopo aver ammirato il panorama sul lago, si torna sui propri passi e, seguendo la sterrata direzione Ortanella, si raggiunge lo stagno del Pozzal e il grande piazzale/parcheggio del paese.

Da qui il sentiero percorre esattamente la traccia del Sentiero del Viandante (variante alta). La discesa non è per tutti, alcuni tratti sono scorrevoli e adatti anche ai principianti, ma ce ne sono altri con sassi smossi, gradoni e passaggi tecnici che solo gli amanti del genere apprezzeranno, facendo maledire gli altri. Un’alternativa a questa discesa potrebbe essere quella di tornare da Ortanella verso Esino e poi prendere la mulattiera che scende verso Perledo che avevamo fatto in questo itinerario.

Il sentiero del viandante regala scorci magnifici e passaggi esposti sul lago e non consente mai di abbassare la concentrazione, ma è una goduria.

Termina dopo circa 3,5km sull’asfalto di via per Vezio, che percorreremo in discesa fino a tornare al parcheggio.

About the author

Va in montagna da sempre ma dagli anni del liceo, e poi dell'università, la scimmia ha cominciato a farsi sentire sempre più forte. All'inizio solo in mountain bike mentre adesso potrebbe essere definito un poli-atleta.
Ha una passione masochista per le uscite avventurose che prevedono enormi dislivelli e distanze esagerate. Dal 2020 è diventato un cyborg a causa di un infortunio sul longboard.

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